
Scuola Elementare "A. Manzoni"
Lavoro eseguito in occasione della “Mostra del libro” svoltasi a Fiume Veneto a fine Novembre
PINOCCHIO

Le avventure di Pinocchio, storia di un burattino, è uno dei capolavori della letteratura per l’infanzia ed è il capolavoro di quella italiana. Nel giro di poco più di un secolo è diventata una fiaba condivisa da un’intera cultura e ormai fatta propria anche da altre. Viene naturale chiedersi il perché di tanta fortuna di un testo, che, nato in una situazione storica e letteraria ben precisa, farebbe pensare all’impossibilità di tradurne completamente il senso. Il numero e la varietà delle interpretazioni, ci hanno fornito un suggerimento. Pinocchio è senza dubbio una metafora. E’ diventato quindi un modello per trasferire tutto il nostro lavoro su piano delle immagini, aiutandoci a comprendere meglio e diversamente il senso. La vicenda del burattino, metafora della vita dell’uomo, possiede quei modi generali di vedere il mondo, la vita e il suo avvicendarsi, che non possono non portarci, a ritrovare nel testo, le strutture concettuali fondanti la natura e la cultura dell’uomo. Si è quindi cercato di leggere un parallelo tra le favola di Pinocchio ed i giochi della più antica tradizione (Oca, Pela il chiù, Carica l’asino ) riconoscendone anche delle immagini consuete e comuni al testo: L’impiccato, La morte, La prigione, ecc…
Il gioco dell’Oca, appartiene a quei giochi che sono una metafora della vita, della comunicazione sociale: un inizio ed una fine, la presenza della natura e degli animali, l’impedimento, il carcere, i pericoli, il caso, e soprattutto il viaggio tortuoso, labirintico dell’esistenza, con tutti gli imprevisti e le diverse direzioni.
L’intrigo degli eventi di una fiaba e di una storia in generale è sempre un labirinto.
Anche Pinocchio in un certo senso davanti al serpente, il simbolo del labirinto che si trova a circa metà percorso, ha uno smarrimento. Il nostro eroe però a suo modo, riesce alla fine a superare e a vincere questa prova.
Modalità operativo – didattiche
|
|
Le insegnanti del plesso di Cimpello, nella realizzazione delle attività hanno operato a classi aperte, adottando strumenti e modalità operative diversificate. In particolare gli alunni delle classi prima, seconda e terza, dopo una prima parte dedicata alla animazione della lettura di alcune parti significative del testo, hanno realizzato graficamente il percorso labirintico del gioco di Pinocchio rispecchiando la struttura del gioco dell’Oca. Le insegnanti del gruppo di quarta e quinta, hanno deciso di affrontare con un approccio diverso, ma concatenato alle attività affrontate dai più piccoli, l’analisi approfondita di alcuni capitoli del capolavoro narrativo. Nello specifico, successivamente alla lettura animata, gli alunni hanno eseguito delle attività di manipolazione collettiva delle parti prese in esame, producendo quattro tipologie di testo: cronaca giornalistica, lettera, filastrocca alla rovescia e un testo descrittivo. |
FILASTROCCA ALLA ROVESCIA
|
|
GEPPETTO ERA
GIOVANE E VECCHIO |
RISSA, FERITO UN RAGAZZO
(cronaca giornalistica)
Presunto colpevole sfugge ai carabinieri
CHI compagni, Pinocchio,
carabinieri
CHE COSA rissa tra compagni e fuga dalle guardie del presunto colpevole
DOVE lungo una spiaggia
QUANDO primo mattino
PERCHE’ Pinocchio faceva sfigurare a scuola i compagni
VIAREGGIO. Ieri mattina lungo una spiaggia, si è scatenata una rissa tra otto ragazzi e uno di loro è caduto a terra, privo di sensi. All’arrivo dei carabinieri, l’accusato del fatto, è riuscito però a sfuggire alle guardie, gettandosi in mare.
I ragazzi si trovavano lì, perché avevano deciso di far “marinare “ la scuola ad un loro compagno, un burattino di legno chiamato Pinocchio, ritenuto un “secchione”. E’ iniziato così un battibecco tra i ragazzi e subito dopo Pinocchio è stato preda di lanci di libri che lui però, prontamente evitava. Un grosso libro lanciato da uno dei sette, ha colpito erroneamente Eugenio, che cadendo a terra ha perso i sensi. All’arrivo dei carabinieri, tutti sono scappati tranne Pinocchio che era rimasto ad assistere il ferito.
Il burattino, ritenuto seppur ingiustamente il colpevole, è stato arrestato. Durante il tragitto verso la prigione, è riuscito però a sfuggire alle guardie, anche se inseguito dal cane mastino dei militi, gettandosi in mare e prendendo il largo a nuoto.
L’infortunato è stato soccorso e affidato ai pescatori del porto, per le prime cure.
Lettera al grillo parlante
Viareggio 18 ottobre
Carissimo Grillo Parlante
scrivo questa lettera, per raccontarti l’avventura che mi è capitata, fortunatamente a lieto fine, proprio ieri. L’altra sera mi sono ritrovato nelle acque profonde del mare e tentavo disperatamente di salvarmi, quando un colossale pesce cane con la bocca profonda e grande come un cratere di un vulcano, mi ha inghiottito. Tutto era buio e i miei piedi sprofondavano sempre di più in una grande pozzanghera.
Sentivo unicamente un terribile odore di pesce fritto, tanto che mi sembrava di essere a metà quaresima quando in tutte le case, non si mangia altro.
Subito dopo essermi ambientato, ho visto una piccola luce che brillava in fondo, nell’oscurità della gola.
Mi sono precipitato incuriosito e non puoi nemmeno immaginare che coso abbia visto: seduto ad un tavolo c’era il mio babbino. Mi è venuto un colpo e stavo per cadere a terra non sapendo più cosa dire e fare per la felicità.
Subito gli sono saltato al collo stringendolo forte forte, e dandogli un bacio con lo schiocco.
Gli ho raccontato tutto quello che ho passato senza di lui e come ero finito lì. Non so come, ma, ho capito che quello era il momento opportuno per filarcela.
Io e il mio babbo ce l’abbiamo fatta solo al secondo tentativo, perché la prima volta quel vecchio pesce cane, pieno d’asma, ha starnutito e ci ha rispediti al punto di partenza.
Io ero certo che prendendo in groppa il mio babbino, a nuoto ci saremo salvati, ma le mie forze ad un certo punto hanno ceduto e stavamo per affogare.
Fortunatamente il mio amico tonno ha sentito le nostre grida, ed è arrivato in soccorso, portandoci a riva sani e salvi.
E’ stata un’avventura così entusiasmante che non dimenticherò mai.Ciao, Pinocchio
IL PAESE DEI BALOCCHI
Avevo viaggiato tutto il giorno in groppa ad un asino di una pariglia, quando mi ritrovai ai piedi di una grande collina. Mi fermai e guardai in alto. La luna era una forma di formaggio pronta per essere rosicchiata e tutto intorno brillavano le stelle che sembravano granelli di zucchero. Spostai lo sguardo in cima alla collina e vidi tantissime luci intermittenti di mille colori, grandi e piccole. Da lontano mi giungevano dei suoni festosi di canzoni allegre e musiche vivaci. Fui spinto a salire dall’ampia strada costeggiata da grandi luci abbaglianti. Quando entrai in questo paese, capitai subito in una grande mischia di bambini e ragazzi. Ero frastornato e stordito da ciò che vedevo e sentivo. Tutti i muri delle case erano imbrattati di scritte piene di errori ortografici, che invitavano a marinare la scuola, a non impegnarsi e a giocare solamente. Rimasi incantato da un gruppetto di ragazzini, che facevano abilmente dei salti mortali e sembravano delle cavallette in un prato a primavera. Un altro gruppo di bambini fischiava e urlava, correndo in bici senza mani. Le loro urla erano così assordanti, che mi dovetti tappare le orecchie, ma lo feci con infinita gioia. All’incrocio, una folla di bambini assisteva affascinata ad uno spettacolo di marionette che abilmente alcuni ragazzi muovevano dietro un sipario giallo. Ero talmente felice di essere in quel paradiso di giochi, che non sapevo dove andare e cosa fare. Decisi di rimanere in quel posto, libero da ogni costrizione ed impegno, perché ero stufo di essere un bravo ragazzo come tutti mi volevano ed ero soprattutto stanco di essere comandato da tutti. Come un tornado fui travolto e immerso in urla , suoni, canti : insomma in tutte le più belle meraviglie del mondo
|
|
|
Ecco come ci siamo divertiti ad Halloween , !!!
Abbiamo fatto festa nel cortile della scuola in compagnia delle nostre insegnanti.
|
|
|
| Torna al sommario di |
|