In occasione della giornata Internazionale sui diritti dei bambini, le  classi della scuola primaria di Fiume Veneto si sono ritrovate, con canti, poesie e brevi rappresentazioni, per ricordare che in varie parti del mondo tali diritti non sono sempre rispettati.

 

                                  TERRA         

Terra madre di tutti                     

dolci i suoi frutti

grattacieli e tribù.

Uno, un milione, un bambino

non si sente mai solo

se l’amore gli dai.

Terra che è piena d’amore

anche per chi ha un altro colore

terra che è la mia famiglia

e di chi non ce l’ha.

Chi non ce l’ha la ritrova

con la felicità

dentro alla mano che stringe

e un canto nascerà.

 

RIT. Canta insieme a me

con la voce della purezza

perché troverai

un sorriso e una carezza.

Canta insieme a me

con la voce della purezza

perché una voce in più

fa più grande una carezza.

(Cantata dagli alunni delle classi prime, seconde e terze)

 

 

 

 

   

 

Questa canzone è di tutti

batte forte parte dal cuore

volersi bene è importante

cantiamo per la vita

 all’amore non si muore.

RIT.

 

 

 

UN GRANDE ABBRACCIO

( M.L. Giraldo, Rime per tutto l’anno, Giunti)

 

Per la mancanza d’affetto e d’amore

un giorno il mondo ebbe un malore

e poiché si sentiva cadere

un bimbo piccino lo volle tenere.

 

Aprì le braccia più che poté,

però non riusciva a tenerne un gran che.

A lui si unì un altro bambino

ma non ne tennero che un pezzettino.

 

Poi vennero altri, a dieci e a venti

e unirono mani e continenti,

bambini pallidi, giallini, mori

in un girotondo di tutti i colori.

 

E quel abbraccio grande e rotondo

teneva in piedi l’intero mondo.

                                         ( Classi seconda A e seconda B)

 

“I BAMBINI FANNO OH!”

(F. Tricarico - Riadattamento )

 

 

 

 
Quando i bambini fanno oh!

c’è un topolino, c’è un topolino.

Quando i bambini fanno oh!

c’è un cagnolino, c’è un cagnolino.

Se c’è una cosa che ora so, so, so

ma  che mai più io rivedrò, o, o

è un lupo nero che dà un bacino

a un agnellino.

Tutti i bambini fanno oh!

Che meraviglia, che meraviglia!

 Dammi la mano,

stami vicino.

Sai che da soli non si può, può, può                          

perché non so più fare oh! Oh! Oh!

Tutti i bambini fanno oh!

Che meraviglia, che meraviglia!

Per una bambola o un robot, bot, bot, 

magari litigano un po’, po’, po’,

ma col ditino ad alta voce

almeno loro

fanno la pace, fanno la pace, fanno la pace!

 

TELA, TELA…

(Adattamento di un canto popolare)

Tela, tela la lunga tela

se l’avessi farei la vela.

Se si rompe faremo un nodo

stretto, stretto a questo modo.

Che cosa hai visto per il mare               

che notizie ci puoi portare?                                   

Per il mondo ci sono amici                      

che davvero non son felici.

  A quei bambini vorremmo dare

una scuola in cui imparare,

una casa e una famiglia

e un dottore che consiglia.

Uno spazio per giocare

 

 
ed un amico su cui contare.

Anche un mondo senza guerra

e tanta gioia qui sulla terra.

Bella vela, o vela bianca,

che sul mare non sei mai stanca.

Torna a noi è mezzogiorno,

le campane fan festa intorno.

(Cantate dagli alunni delle classi quarte)

 

IL MERLO FERITO

(Laboratorio teatrale)

In una foresta del Grande Nord sta arrivando l’inverno e tutti gli uccelli si preparano a migrare.

Un airone colpisce in volo l’ala di un giovane merlo.

Merlo: - Ohi, la mia ala! Non potrò volare

Altri merli: - Eh sì, non puoi partire con noi.

                    Trovati un riparo per l’inverno.

                    Alla prossima primavera …

Merlo: - Addio amici …

 

 

Il merlo va verso un gruppo di betulle. In lontananza si sentono degli spari.

Merlo: - Datemi un riparo …

Betulle: - Sarai mica matto? Devo pensare per me! Non posso  sacrificare nemmeno un ramo ….

               Devo proteggere le mie fragili foglie….

               Non ho posto fra i miei rami …

              Cerca altrove …

Il merlo riprova con un gruppo di salici.

Merlo: - Vi prego … un rifugio …

Salici: - Mi dispiace non ti conosco …

             E tu chi sei? Che intenzioni hai?

             E se scavi buchi tra i miei rami?

            Sei straniero, potresti mangiarmi le foglie …

            Non ti ho mai visto qui; chissà quali sono le tue abitudini.

Il merlo si dirige disperato verso altri alberi.

Merlo: - Almeno voi aiutatemi!

Alberi: - Eh…  Mah …  Tsk …  Umphf …

 

 

Arriva sfinito in una radura circondata da pini, abeti e ginepri.

Pini: - Ciao, Perché non sei partito con gli altri merli?

         Mah tu sei ferito!

Merlo: - Per favore, ospitatemi … Ho fame, freddo e non riesco più a volare!

Abeti: - Vieni da noi… Puoi costruire un riparo contro il vento del Nord fra i nostri rami.          

Ginepri: - Ti sfamerai con le nostre bacche. Noi ti proteggeremo anche dagli spari dei fucili.

Qui sarai al sicuro in nostra compagnia.

Merlo: - Grazie amici!

Fra gli abeti, i pini e i ginepri il merlo ritrova l’accoglienza, la sicurezza di una casa, il cibo necessario, degli amici, la tranquillità e la pace e così può guarire.

Testo teatrale costruito dagli alunni dopo la lettura di un brano narrativo.

 

E per concludere…………

LANCIO  DEI  PALLONCINI

                              

 

 

Ad ogni palloncino è stato appeso un pensiero scritto dai bambini delle classi terze.

Vorrei che non ci fossero più bambini sfruttati, poveri, costretti a vivere in strada, vestiti con stracci. Vorrei che i bambini fossero amati dai propri genitori e non fossero sfruttati per lavori difficili e faticosi.
 

Vorrei che tutti i bambini andassero a scuola e che tutti avessero cibo e cure