(cronaca di un fatto accaduto nella scuola di Bannia)
Oggi, 20 marzo 2003, nel cortile della scuola elementare di Bannia, tutta la
classe si è riunita in un enorme cerchio per un augurio di pace per il mondo.
Proprio all’alba di questo giorno è iniziato l’attacco all’Iraq.
Alcuni bambini della scuola, a nome della propria classe, hanno recitato
alcune poesie sulla pace, tra le quali “La ricetta della pace” e hanno
offerto la canzone intitolata “Vogliam la pace”.

- riflettevo su quegli uomini, che non le stavano ascoltando e continuavano
a fare la loro guerra infinita, e invece dovevano fare la PACE . (Paola)
- riflettevo così :” Mi dispiace per quelle persone innocenti che
moriranno.” Provavo disprezzo per le guerre, i bombardamenti in Iraq e
avrei voluto che le guerre non ci fossero neanche. E pensavo di farla finita
con le guerre in Iraq. (Leonardo)
- riflettevo :” Perché ci sono le guerre ?” . Provavo felicità
perché le filastrocche mi tiravano su il morale e non pensavo più alla
guerra e pensavo di VOLARE dove è situata la guerra per dire: “STOP !
Basta fare la guerra ! (Marco V.)
- riflettevo sui signori morti in guerra . Avrei voluto dire ai potenti di
non fare la guerra e avrei voluto morire anch’io in guerra. (Luca)
- provavo molto disprezzo per quelli che hanno iniziato la guerra in Iraq.
Immaginavo di essere là e di fermare tutta la guerra. (Federico)
- provavo tanto dolore per le persone morte e anche tanta rabbia per le
persone che vogliono fare la guerra. Ho anche provato pena per quelli che si
vogliono sacrificare per gli altri e anche moltissima malinconia per i
bambini poveri e per i bambini morti.(Riccardo)
- riflettevo su quello che dicevano e avrei voluto essere attaccato ai
palloncini oppure di trasformarmi in un palloncino. Provavo molte sensazioni…
( Stefano Z )
- sentivo dispiacere per tutti gli abitanti di quel territorio.Ho pianto
dentro me e ho sofferto, perché mi sono ricordata dei poveri. ( Elisa )
- riflettevo sulla cattiveria , provavo dispiacere per le persone coinvolte
nella guerra e avrei voluto cancellarla. ( Aleandro )
- ho provato speranza perché, per un attimo, ho creduto intensamente
che arrivassero a destinazione.
Ho provato allegria perché ho pensato a quante cose belle sarebbero
successe se fossero arrivati a destinazione. Ho provato stupore perché,
dal basso, pensavo che il messaggio sarebbe arrivato dentro a tanti
cuori. Mi piacerebbe che finisse la guerra perché come dice mia nonna:-
Dal male e dalla povertà non arrivano belle cose, invece dal bene e
dalla ricchezza arrivano belle cose. (Riccardo)
- ho provato tante cose; ero molto commossa, guardavo i palloncini con
uno sguardo fiducioso: volevo che quei palloncini arrivassero! Ho capito
che la pace è bella, che litigare non serve, che se qualcuno ti
offende, tu non devi rispondergli ritornando l’offesa, che i soldi non
contano: la pace è molto meglio! Io non voglio mai più che ci sia la
guerra. Forse a qualcuno la pace non interessa, però a me sì. (Giulia)
La nostra guida era la signorina Diana. Lei ci ha spiegato
la vita degli uomini preistorici e ci ha dato molte notizie che non sapevamo.
Dell’Australopiteco, ad esempio, ha spiegato che aveva l’arcata
sopraccigliare molto sviluppata, i piedi uguali ai nostri, il naso
schiacciato, il pollice opponibile e le braccia lunghe fino alle ginocchia.
Dell’uomo Eretto, invece, ha raccontato che si costruiva le capanne e che
utilizzava l’intestino degli animali come borraccia.
Diana ci ha poi fatto visitare alcune sale dedicate agli
animali. In una di queste era esposta la ricostruzione di un mammut ritrovato
anni fa in provincia di Treviso: era veramente gigantesco !
Terminata la visita abbiamo fatto una passeggiata lungo
corso Vittorio Emanuele. Insieme alla maestra abbiamo osservato il Municipio,
il Duomo di San Marco e il suo campanile che è uno dei più belli d’Italia.
Abbiamo ammirato anche qualche palazzo antico e abbiamo
notato che sulle loro facciate si conservano ancora i resti delle pitture
fatte eseguire dai più bravi artisti del tempo.
Questa visita ci è piaciuta molto. Abbiamo imparato cose nuove ed
interessanti. Speriamo che le maestre ci portino ancora a visitare altri
luoghi così.