UNA BEFANA PAZZA E STRANA

Vien volando la befana
con la faccia da iguana.
Alla scopa salta in groppa
fra le nuvole perde una toppa.
In faccia ha un gran nasone
sulle spalle un pesante saccone.
Scende lesta dal camino
con un regalino per ogni bambino.
Indossa un grembiule malandato
e ha un cappello zeppo di mandorlato.

 

 

Vien danzando la befana
con ai piedi una banana.

Scende lesta dal camino
gustandosi il calore del fuochino.

Indossa una calza strampalata
che le prude la caviglia infiammata.

Anna e Giulia

In faccia ha un gran brufolone
sulle spalle un gran micione.

Ha un grembiule stellato
e un cappello morsicato

Alla scopa salta in groppa
fra le nuvole galoppa.

Sarah e Maddalena

 

Vien ballando la befana
con la faccia da porcellana.

Alla scopa salta in groppa
e mentre galoppa trova un coppa.

Scende lentamente dal camino
bevendo uno sgroppino.

Andrea e Maris

 

Scende fiacca dal camino
con un pezzo di carboncino
per ogni bambino.

Vien saltando la befana
con la faccia tutta strana.

Luca e Timothy

 

 

In faccia ha un gran dentone
Sulle spalle un luccicante trombone.

Scende lesta dal camino
Cade giù in un lettino.

Elisabeth e Daniela

Ha una scopa molto strana
con in punta un’iguana.

Scende lesta dal camino
agitando un canarino.

Gianluca e Federica

 

In bocca ha un gran dentone
e sul naso un brufolone.

Ha il cappello di mascarpone
con la punta dolce come un torrone.

Simonetta e Martina

 

Indossa uno scialle piumato
e ha un cappello stellato.

Galoppa sulla sua scopa
vola fra le nuvole a forma di coppa.

Monica e Daniela

CLASSE TERZA A

 

 

BASTA POCO

 

( Filastrocca del riciclaggio)

 

  1. Con del polistirolo a pezzetti, puoi creare graziosi quadretti

  2. Con ritagli di stoffe, bottoni e lana
    ecco delle bambole con una bella sottana

  3. Con cannucce, carta d’alluminio e colorati cartoncini,
    ecco pronti allegri fiorellini !

  4.  Con carta, colla e un rotolo piccolino, puoi costruire un’ape pronta a volare sul più bel fiorellino!

  5. Delle uova, non gettare il cartoncino: 
    può trasformarsi in un maialino;
    se poi vuoi renderlo importante,
     mettigli due ali e diverrà volante.

  6. Se uno Yogurt hai consumato, non buttare la bottiglietta,
    puoi costruire una maracas e suonar una musichetta.

  7. Con due bottigliette di vetro posso fare
     una semplice clessidra
     e il tempo misurare !

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  1.  Con una lattina di Coca – cola puoi fare un omino
    dalla forma di un razzo piccino.

  2. Da bottiglie di plastica puoi ricavare oggetti da appendere
    che, a Natale, possono anche risplendere !

  3. Se di plastica hai un contenitore
    puoi fare un razzo con un potente motore …
    dalla rampa di lancio partirà
    e nello spazio viaggerà!

Con materiali di recupero e tanta fantasia

Si può fare una mostra ricca di allegria !

                                                                          

 

E LA SPAZZATURA DOVE LA METTIAMO?

Abbiamo imparato che ogni cittadino italiano produce almeno un chilo di spazzatura al giorno ed in un anno una città ne produce milioni di tonnellate.

Dove andranno a finire i rifiuti che produciamo?

Una parte viene raccolta e trasportata con mezzi speciali fino alle discariche autorizzate dove vengono bruciati.

 

Molti rifiuti però finiscono nelle campagne, nelle scarpate, sugli argini dei fiumi, nei boschi… formando vere e proprie discariche abusive.

Questo succede a causa dell’inciviltà delle persone.

 

Alcuni rifiuti vengono raccolti e separati per categorie in modo da consentire un reale utilizzo delle sostanze preziose contenute nella spazzatura che quotidianamente viene prodotta.

 

 

 

( testo elaborato collettivamente dalla classe 3^ B di Bannia)

Mercoledì 28 ottobre, con i compagni di 3^ a e la classe 3^ di Cimpello, con il pullman comunale, abbiamo fatto un’escursione in alcuni luoghi del nostro territorio.
Ci accompagnava, come guida, il signor Populin.
Dapprima abbiamo “visitato” una discarica abusiva a Fiume Veneto lungo l’autostrada: c’erano rifiuti, immondizie e sporcizia ovunque. Perfino un pendolino aveva abbandonato il suo nido!

In seguito ci siamo recati a Marzinis. In lontananza si vedeva il bosco e tutto intorno il terreno disboscato dall’uomo per fare coltivazioni intensive.

La guida ci ha spiegato l’importanza delle siepi e dei prati.

Le siepi infatti servono come frangivento cioè ci riparano dalla forza del vento.

Quindi a Bannia abbiamo visto una risorgiva deturpata dall’uomo con copertoni d’ogni genere gettati nell’acqua che rendeva brutto il paesaggio.

Cominciava a piovigginare e siamo ritornati a scuola.
Da questa esperienza abbiamo capito che l’uomo è il responsabile della bellezza dell’ambiente in cui vive e dovrebbe sempre rispettarlo.

 

 

Questa settimana a scuola abbiamo fatto alcune lezioni di disegno a carboncino con l’aiuto di un bravissimo pittore.
L’artista abita nel nostro Comune, a Pescincanna, si chiama Luciano Filaferro e la pittura è il suo hobby preferito.
Sa usare diverse tecniche ed ha fatto varie mostre. Ci ha portato a far vedere alcuni suoi quadri davvero molto molto belli.

Ci ha raccontato di aver fatto il suo primo disegno in 4^ elementare allorché la maestra, verso gli ultimi giorni di scuola, ha dato agli alunni la possibilità di fare un disegno libero; lui ha copiato un vasetto con un fiore e l’insegnante è rimasta stupefatta dal risultato: era tale e quale quello vero. Gli ha chiesto: - Chi ti ha insegnato a disegnare?…
Da giovane è emigrato in Svizzera e, la sera, dopo il lavoro ha frequentato dei corsi di disegno a Zurigo, così si è perfezionato ed ha sempre continuato ad “esercitarsi”.

Grazie alle maestre, è venuto a scuola ad insegnare anche a noi qualcosa di “prezioso”.
Innanzitutto il signor Luciano ci ha invitati ad osservare molto bene l’oggetto da riprodurre.

Dapprima abbiamo “passato” il carboncino sulla superficie del foglio telato e quindi con una spugnetta l’abbiamo steso in modo uniforme.
Poi abbiamo copiato l’oggetto (un vasetto, una bottiglia, un’anforetta,…) sforzandoci di rispettare le dimensioni e la forma.
Successivamente il pittore ci ha guidati a mettere in evidenza le parti più scure e quelle più chiare, le ombre e le luci. 
Per fare ciò, che non era per niente facile, dovevamo “aggiungere” carboncino, sfumarlo usando le dita, correggere con la spugnetta ed infine con la gomma-pane segnare i punti di luce, togliendo colore.

Ognuno di noi è riuscito a disegnare un oggetto e della frutta.
Siamo stati molto soddisfatti: i lavori ottenuti sono meravigliosi, anche perché il pittore ha messo il suo “tocco” finale!
Ora le maestre ce li incorniceranno e li esporremo nella Mostra di fine anno, alla quale parteciperà anche il signor Luciano.

CLASSE TERZA B

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