Scuola Elementare C. Battisti

   

Classi II  sez. A – B – C

TUTTI AL MANEGGIO
 

 

 

 

Alla fine di aprile noi siamo andati al maneggio di Bannia a vedere i cavalli.

All’inizio i cavalli sporgevano la testa dai loro box un po’ nervosi perché facevamo confusione.

Alcuni di noi avevano paura di avvicinarsi. Poi però porgevamo il fieno ai cavalli e loro mangiavano dalle nostre mani.

Che emozione!

Quark ha preso il fieno e per ringraziarci… ci ha sputato!

In seguito Thomas e Navar sono stati preparati per la cavalcata: i cavalieri li hanno spazzolati, lisciati, ripuliti. I due  cavalli stavano fermi e ci osservavano con i grandi occhi scuri e luminosi.

Navar aveva la criniera rasata come un cantante rock. Che buffo!

I cavalieri sono saliti in groppa e ci hanno mostrato le andature dei cavalli: il passo, il trotto, il galoppo, i salti degli ostacoli. Come erano eleganti!

 

 

Le risposte alle nostre domande

 

I cavalli sono animali dal corpo robusto: possono raggiungere un peso di 650 chili.

Mangiano continuamente, anche per ore: erba, fieno, carote… sono golosi di zucchero.

Triturano il cibo con i loro 42 denti robusti: non hanno i denti canini e in quello spazio viene inserito il morso. Non mordono perché i loro denti non sono aguzzi ma piatti.

 I loro zoccoli sono protetti dai ferri.

 

 

I cavalli vengono allevati e poi addestrati per essere cavalcati. Le cavalle che vengono utilizzate per  fare i puledri non vengono cavalcate.

I cavalli amano fare sempre le stesse cose e si spaventano facilmente se vedono cose nuove.

Per questo bisogna avvicinarsi a loro con cautela se non se è conosciuti.

 

 

 

Dalle informazioni agli schemi

 

 

          

 

La pianta del maneggio

 

                                              

   Legenda

  1.   Autobus

  2.  Stalla

  3.  Tettoia

  4.  Box pieni

  5.  Box vuoti

  6.  Casa

  7.  Recinto

 

Classi  III sez. A – B

Giovedì 13 maggio abbiamo fatto il pane in classe.

La mamma di Alessia, che lavora in panificio, ci ha spiegato come farlo e ci ha portato gli ingredienti e le dosi per fare quaranta panini.

Il pane è un alimento molto antico; già gli uomini primitivi, nel Neolitico, avevano cominciato a prepararlo.

La storia del pane

Il pane ha tantissimi anni: l’ uomo primitivo, che si cibava di grani di cereali crudi o abbrustoliti, imparò prima a seminarli e poi a macinarli per ottenere farina. Impastando la farina con l’acqua si ottiene una poltiglia che, cotta su pietre roventi, formava gallette secche e dure.

Il processo di lievitazione fu scoperto per caso dagli antichi Egizi grazie ad un impasto dimenticato per alcuni giorni all’aria; da questo nacque, una volta cotto, un pane morbido. Anche i forni in pietra furono inventati dagli Egizi più di 3500 anni fa.

La materia prima indispensabile per fare il pane è la farina ottenuta dalle spighe di grano.

Gli altri ingredienti sono: acqua, un pizzico di sale e lievito.

IL GRANO O FRUMENTO

Il frumento o grano è una pianta erbacea.
E’ formata dalle radici, dallo stelo,dalle foglie e dalla spiga.
Le radici sono lunghe e ramificate.
Lo stelo è sottile e vuoto all’interno, ma nodoso e resistente; è chiamato anche culmo.
Dai nodi dello stelo partono le foglie lunghe e sottili.
Sulla sommità della pianta c’è la spiga formata da tanti chicchi o cariossidi.

Il frumento è la pianta più conosciuta nel mondo, perché dai suoi chicchi si ricava la farina.

Ci sono due specie di grano:

-         il grano tenero, dal quale si ricava la farina per fare il pane, i dolci, la pasta fresca;

-        il grano duro, dal quale si ricava la semola per fare la pasta secca.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UNA SOSTANZA MISTERIOSA: IL LIEVITO

I lieviti sono dei funghi microscopici che si alimentano e si riproducono quando trovano un posto caldo e umido, dove c’è un cibo adatto a loro, come gli zuccheri presenti nella farina.

Quando il lievito entra nella pasta del pane, i piccoli funghi mangiano lo zucchero e lo trasformano in bollicine di gas (anidride carbonica) che fanno lievitare il pane.

 

Dal chicco…  al pane

  

 

 

 

 

In autunno il contadino ara i campi e semina i chicchi di grano.

 

 

 

 

A giugno il grano matura e le spighe diventano dorate.

 

 

 

A fine giugno il contadino raccoglie il grano con la mietitrebbia.

 

 

 

 

 

 

I chicchi di grano vengono portati al mulino.

 

 

 

Al mulino i chicchi vengono macinati; si ottiene così la farina.

 

 

 

Il fornaio impasta la farina con altri ingredienti per ottenere il pane.

 

Ecco gli ingredienti e le dosi per fare il pane per 40 bambini.

Casella di testo: Ingredienti
-	Farina     1400 g
-	Acqua         75 g
-	Lievito        75 g
-	Sale              7 g
-	Zucchero    15 g
 

 

 

 

 

 

PROCEDIMENTO

 

 

Mescolare la farina, l’acqua e il lievito stemperato in poca acqua appena tiepida.

Aggiungere il sale e lo zucchero.

       

 

 

 

Impastare bene tutti gli ingredienti.

 

 

Lavorare a lungo l’impasto.

 

 

Lasciar lievitare la pasta coperta finchè raddoppia.

 

 

Lavorarla un po’ e formare i pani dalla forma desiderata.

    

 

 

Mettere a lievitare i panini su una teglia; infornare e lasciar cuocere per il tempo necessario.

  Dopo averli preparati li abbiamo portati a cucinare nel forno del panificio.

La mamma di Alessia ce li ha poi riportati e li abbiamo mangiati in mensa.

 

Il nostro pane

I nostri panini sono piccoli e hanno una forma tondeggiante.

La crosta è lievemente dorata, la mollica è bianca.

E’ un po’ duro; se lo spezzo è croccante; la mollica e morbida.

Il pane è leggermente insipido.

Ogni panino manda un odorino delizioso.

                                                      Alessandro

 

Il nostro pane

Il nostro pane ha la forma arrotondata. La crosta è dorata sulla cima; in basso è più marroncina.

Al tatto, il panino è liscio e un po’ duro ma la mollica è soffice e bianca. All’interno e all’esterno è caldo. Appena lo avviciniamo al naso sentiamo l’odore della farina e del lievito.

Lo assaggiamo: mmmh, che bontà!

Il panino è dolce e fragrante e ce lo pappiamo in un boccone!

                                            Federica

 

 

PANE in varie lingue

Bread (inglese) Pan (spagnolo)

Brot (tedesco)

 

Pain (francese) Bukë (albanese)
Pâine (rumeno) (arabo)

 
L e azioni per fare il pane

 

Impastare, lievitare, infornare, formare, sfornare, cuocere.

 

  Le azioni per mangiare il pane

 

Spezzare, tagliare, affettare, sbocconcellare, spezzettare, addentare, sbriciolare.

 

 

Le qualità del pane

 

Fragrante, morbido, dorato, duro, tenero, fresco, raffermo, integrale, azzimo, biscottato, soffice.

 

 

La famiglia del pane

 

Panino, pagnotta, sfilatino, panettiere, fornaio, panificio, panetteria, paniere, paninoteca, panettone.

         

Modi di dire

Se non è zuppa è pan bagnato  è la stessa cosa
E’ buono come il pane una persona tranquilla e disponibile
Prendere pane per focaccia capire una cosa per un’altra
Mangiare pane e cipolla mangiare poco e male
Tenere a pane e acqua punire qualcuno
Chi ha denti non ha pane e chi ha pane non ha denti chi avrebbe la possibilità di godersi qualcosa non la possiede e viceversa
Dire pane al pane e vino al vino chiamare le cose con il loro nome
Avere qualcosa per un pezzo di pane ottenere qualcosa ad un prezzo basso
Non è pane per i tuoi denti è una cosa superiore alle tue possibilità
Misurare il pane essere avaro
Togliere il pane di bocca togliere l’indispensabile
Non si vive di solo pane l’uomo ha bisogno di varie cose

 

Classi 4 sez.A e B

POETANDO POETANDO

Pensando ad un’immagine che ci ha colpito in modo particolare

durante la visita d’istruzione sulla  Costiera triestina abbiamo:

 

-        scritto delle frasi utilizzando verbi ed aggettivi adatti;

-        fatto delle similitudini;

-        trasformato le similitudini in metafore;

-        usato le personificazioni;

-        corretto, aggiunto e “sistemato” le frasi con i termini più adatti;

-        dato la giusta misura ai versi.

Siamo così diventati dei 
poeti
 

 

 


IL TIMAVO

Le acque limpide e azzurre
come il cielo punteggiato di nuvole
percorrono la loro strada
volteggiando e saltellando;
le piante lo salutano
arrivano alle piccole cascate
che le dividono
e le portano delicatamente
insieme alle loro amiche acque
                          nel mare.

        Giulia M.

 

TIMAVO

Sgorga
da sotto la grigia e triste roccia
limpida e cristallina
come uno specchio d’argento.
Corre, giocosa, nel suo letto,
poi esce
con una risata felice
di bambina
e va per la sua strada, contenta;
cerca l’abbraccio
con il mare lucente e gentile
che la accoglie con un sorriso,
e lei incantata,
ammira la costa
cantando
con gioia infinita.

                    Giuliana F.

IL PORTICCIOLO

Le barche
riposano nel porto.
alcune ondeggiano
mosse da onde e vento.
Altre viaggiano
lente verso il mare
lasciandosi dietro
una spumeggiante scia luminosa.
Da una barchetta
in mezzo al mare
spunta un vecchio pescatore
che cerca di catturare una preda.
E le barche, fino a sera,
stanno là, a cavalcare
quell’immenso azzurro mare.

                Greta P.

I FIORI SUL CARSO

Ginestre gialle
riflettono il loro colore acceso
nel mare calmo
e ondeggiano  petali leggeri
sulle onde.
Sono sole e danno luce.
acacie dai grappoli profumati
inebriano i curiosi.

                      Alice B.

IL MARE

Mare cupo
onde luccicanti, cavalloni minacciosi.
Le barche ferme al porto
sembravano trattenere
la furia del mare.
Il mare immenso
si perde nell’orizzonte.

                Daniele C.

IL MARE

La luce soave
del solleone
brilla e risplende;
risorge il paesaggio
come un fiore ormai sbocciato.
La costa infrange
le onde del mare.
La roccia,
da tempo addormentata,
si risveglia e vede la luce
del sole
e subito la luce
freme di felicità.

                      Antonietta V.

 

IL MARE E LE BARCHE

Le barche serene
ondeggiano lentamente sull’acqua:
sono bimbi nella culla
e non sanno ciò che accade
fuori dalla baia.                       

                            Linda C.

IL CARSO

I fiori allegri
con il loro colore
fanno vivere all’improvviso
le sterili rocce.

                       Valeria G.

IL SENTIERO RILKE

Il misterioso e lucente mare,
fa capolino dal sentiero;
si estende con tutta la sua bellezza
addormentato e silenzioso
turbato solo dalle barche
che si muovono agilmente;
sopra le onde calme.
Il sentiero,
sul mare,
sembra quasi di montagna.
Il verde copre,
con i suoi ricami,
il paesaggio.

                          Christian D.

IL TIMAVO

Dalle rocce
silenziose e  buie
si  risvegliano all’improvviso
con gran fragore
le acque tumultuose del Timavo
mostro infuriato
che  fugge ruggendo verso il mare.                  Alberto  P.

 

IL SENTIERO RILKE

Ginestre fulgide
e acacie profumate inebriano
il sentiero Rilke
come misteriose fate.

                     Maristella Z.

LA BAIA

La baia di Sistiana
misteriosa e silenziosa
si nasconde tra le rocce
impaurita
come un bambino
che gioca a nascondino.

                      Bryan M.

IL FIUME

La chiesa imponente e antica è immersa nel verde,
protegge le acque silenziose del Timavo
che appaiono sotto le rocce
coperte di muschio;
il muschio trasforma le rocce
in erba scura
e tutto diventa un dipinto.

                                                             Nicholas T

IL MARE

 

Il mare arrabbiato e schiumoso
si scaglia contro le rocce
e si nasconde
dietro un fitto strato di nebbia
guardingo e misterioso
pare un guerriero
pronto alla sfida.

                   Simone C.

IL SENTIERO RILKE

 

Il sentiero Rilke
tortuoso e lungo
si snoda tra le rocce:
            è
un mostro colorato
sospeso sul mare.

                     Tiziana A

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