Scuola PRIMARIA E. De Amicis

 

L’ ESPERTO IN CLASSE

Agli inizi del mese di aprile un naturalista, esperto conoscitore della montagna, è venuto ad incontrare noi alunni delle classi quarte di Bannia .

Armato di computer portatile, diapositive e lavagna luminosa, ha iniziato ad illustrarci caratteristiche e segreti della montagna ed in particolare delle Dolomiti Friulane.

Abbiamo imparato a conoscere il simbolo di questi territori e, con l’aiuto di una carta geografica del Friuli, anche la loro localizzazione. 

 

I segreti della montagna sono molteplici ma ora noi pensiamo di essere pronti per effettuare un’escursione e conoscerli da vicino.

L’appuntamento è per il 27 aprile.

 

CARNEVALE A SCUOLA

Per tutti i bambini il carnevale è sempre un momento gioioso e spensierato.

Noi alunni di classe 4^ B di Bannia ci siamo divertiti molto anche durante i preparativi per il travestimento.

 

Armate di specchio, rossetto e matite colorate abbiamo giocato a trasformare il nostro volto.

 

Le compagne ci osservano interessate e quasi stupite.
Per  travestimenti più laboriosi e complicati abbiamo chiesto l’intervento di mani esperte, come quelle di una sorella maggiore, che tra occhi curiosi ed esterrefatti , ha compiuto la sua opera.

I risultati non sono niente male!

Ecco come ci siamo trasformati:

in terribili corsari…
in un complesso musicale con tanto di chitarra e strumenti a percussione…
in pericolosi guerrieri armati fino ai denti.    

 

 

 

 

 

 

AL PARCO DELLE DOLOMITI FRIULANE

 

Relazione della visita
a cura degli alunni
della classe 4^ B
di Bannia

Venerdì 22 aprile con i compagni di 4^ A e la classe 4^ di Cimpello con il pullman privato siamo andati al parco delle Dolomiti Friulane ad Andreis.
Giunti a destinazione abbiamo incontrato le guide del parco, i signori Antonio e Giovanni, che ci hanno accompagnati al centro visite dove ci è stato presentato il programma della giornata.
A questo punto, ci siamo incamminati verso l’area avi – faunistica percorrendo una stradina in salita.

Arrivati all’ospedale dei rapaci, alcuni si sono avviati verso le voliere, mentre il nostro gruppo, si è seduto ad ascoltare la guida che ci forniva informazioni sui rapaci e ci illustrava le regole da rispettare durante la visita : dovevamo cercare di stare in silenzio e non correre, per non disturbare la sofferenza di quelle bestiole.

Inoltre ci ha spiegato come i rapaci si erano feriti: andando a schiantarsi contro le pareti di un palazzo o su una vetrata, oppure prendendo il volo in direzioni sbagliate o finendo sotto gli spari dei bracconieri che fanno ciò solo per divertimento e oltretutto senza permesso!

Finalmente è arrivato il nostro “ turno” e anche noi abbiamo potuto visitare gli “ammalati”.
La grandezza dell’aquila reale mi ha impressionata tantissimo: era ferita ad un’ala!
Faceva proprio pena!
C’erano alcune poiane, un falco pellegrino, un allocco, un gheppio, un falco pecchiaiolo, …
Abbiamo percorso un tratto di sentiero abbastanza lungo, arrivati in cima, ci siamo seduti sul sagrato della chiesa di San Daniele dove abbiamo fatto una breve sosta mentre Giovanni, la nostra guida, ci ha raccontato una storiella che parlava di un’aquila!

La storia “conteneva” informazione sul rapace: sul suo cibo preferito, la marmotta; sulla sua vista immensa, infatti riesce a vedere anche i movimenti più lontani !!

Dopo un quarto d’ora circa, la guida ci ha condotti sulla cresta della montagna da cui si poteva osservare la forma delle Dolomiti, le loro grandi dimensioni, gli strati rocciosi verticali.

 

Giovanni ci ha spiegato che quella era la faglia periadriatica, cioè il punto di contatto tra la zolla eurasiatica e quella africana dove spesso avvengono terremoti di elevata intensità sismica.
Da lì si sentiva anche il rumore del torrente Susaibes!

 

Non siamo stati molto in quel “posto” perché era pericoloso.

A questo punto abbiamo ripercorso un tratto del sentiero e siamo arrivati nel greto del torrente che avevamo visto dalla montagna e l’abbiamo attraversato sui sassi che emergevano dall’acqua.

Siamo saliti su una collinetta dove abbiamo pranzato.

Riordinato tutto, rimessi gli zaini in spalla, abbiamo ripreso il nostro avventuroso viaggio sul greto del torrente.

Siamo saliti su una “montagnetta” e da lì abbiamo osservato lo “ specchio di faglia”: non è marmo , ma una pietra che “luccica” e riflette tutto ciò che viene “messo” davanti!

Dietro la collinetta, in un tratto del torrente, ci siamo divertiti a lanciare sassi e i loro schizzi ci hanno bagnato ( solo un po’)!

Ritornati indietro abbiamo raccolto dei sassi “speciali” che brillavano al sole, perché formati da calcite cristallizzata!

Risaliti in pullman abbiamo fatto una tappa a Barcis dove abbiamo osservato la diga ed il lago.
Verso le 16.30 siamo partiti verso Bannia dove siamo giunti alle 17,15.

 

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