
Scuola PRIMARIA "c. costantini"



TAL DîS PAR FURLAN
Din din, il gno ninin
che la mame je tal mulin
il papà al è a seà
la massarie a riscjelà
il fameial ten la lum
e il gno nin al mur di sium

Joi, ce buine, j
Joi, ce buine, joi ce buine
la polente dal furlan
e ce ben che si compagne
cul formadi e cul salam
oi ce buine
la polente dal furlan
e ce ben che si compagne
cul formadi e cul salam


Nel corso di quest’anno abbiamo effettuato tre incontri di laboratorio, seguendo un percorso riguardante le reazioni chimiche, gli acidi e le basi, l’estrazione della clorofilla. L’esperto che ci ha guidati è stato il professor vitali, un insegnante di chimica.
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Nel primo incontro abbiamo “trafficato” con pipette, provette e sostanze come il
solfato di rame(cuso4), il bicarbonato di sodio(nahco3), l’aceto, lo zolfo e la
polvere di ferro, per scoprire la differenza tra trasformazione chimica e
trasformazione fisica e per capire che cos’è una soluzione. |
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Il secondo
incontro trattava il significato dei termini “acido” e “base” e
l’interpretazione della scala del “ph”.
Abbiamo
utilizzato tra le altre sostanze :acido cloridrico, ammoniaca, limone,
alcool, anticalcare.
L’acqua del
cavolo rosso è stata
l’indicatore
naturale” che ci ha permesso di stabilire l’acido, il basico e il neutro
delle sostanze utilizzate ed esaminate, in relazione al colore ottenuto.
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Il terzo incontro riguardava il procedimento chimico per estrarre la clorofilla dalle foglie delle piante verdi e separarla dal carotene.
Abbiamo usato foglie di spinaci, alcool, provette e pipette.
Abbiamo schiacciato in una provetta le foglie sminuzzate e trasferito il liquido ottenuto in un’altra provetta; abbiamo aggiunto alcool e osservato, utilizzando carta da cromatografia, la separazione della clorofilla dal carotene.
Colori ottenuti:
bianco-giallino carotene
verde clorofilla





LE MARIONETTE

L’AGA DAL ME PAÎS





Siamo a Lignano, sulla foce del fiume Tagliamento.

Dopo una passeggiata in spiaggia, tutti al parco per la merenda e per i giochi. Che bella mattinata!

Lunedì 2 maggio, siamo andati a visitare la Foresta del Prescudin. Alla fermata della corriera ci aspettavano due guardie forestali, Alessandro e Marco, che lungo il tragitto ci hanno spiegato tante cose. Prima di incominciare la camminata, Alessandro ci ha fatto alcune raccomandazioni: non disperdersi, accorrere vicino a lui quando fischiava per ascoltare le spiegazioni, non camminare vicino ai muretti e non appoggiare incautamente le mani sulle rocce o sul terreno perché potevano esserci delle vipere. Nel Prescudin ci sono tutti e tre i tipi di vipere.
Abbiamo imparato tante cose soprattutto sulla vegetazione.
E’ facile distinguere a distanza in un bosco le piante latifoglie e le aghifoglie: le macchie verde chiaro sono sicuramente di latifoglie, le macchie verde scuro sono di aghifoglie.
La Foresta del Prescudin è costituita prevalentemente di faggi, tra i quali sono disseminati dei tassi. Il tasso è un albero aghifoglie particolare: tutte le parti della pianta sono velenose, tranne la polpa delle sue bacche rosse.
Gli altri alberi aghifoglie del bosco sono abeti rossi e pini. Per distinguere i pini dagli abeti si osservano gli aghi, se sono inseriti a due a due sono pini, se sono singoli sono abeti.
In tutta la foresta c’è un solo abete bianco e lo tengono molto caro. Se si sfregano le foglie di abete bianco, si sente un profumo di agrumi. L’abete bianco si distingue dall’abete rosso perché gli aghi sono piatti e disposti ai lati dei rametti, nell’abete rosso sono disposti attorno al ramo.
La piantina più curiosa è la pinguicola: ha un calice bianco e una corona di foglione vischiose appoggiate al terreno; con le sue foglie appiccicose cattura gli insetti, ne usa le parti tenere che contengono azoto e lascia le parti dure.
La guardia forestale ci ha detto che in montagna ci sono erbe che si possono mangiare, ci ha insegnato a riconoscere gli asparagi selvatici o barba di becco per la forma del fiore, un’infiorescenza bianca con la punta in giù come la barba delle capre. Abbiamo assaggiato il gambo, è aspro e amarognolo.
Molto buona è l’acetosella, detta anche insalata dei boscaioli: una specie di trifoglio con il gambo rosso che sa di limone. E’ ottima per la cura dell’influenza.
Ci sono delle piante civetta, per esempio la dentaria a nove foglie che cresce nei boschi di faggi o dove una volta c’erano faggi.
Di animali non ne abbiamo visti tanti. All’inizio del sentiero Alessandro ci ha fatto vedere un serpente rintanato in un pozzetto. Si trattava di una coronella austriaca: non è velenosa, ma per difendersi emana un cattivo odore che allontana chi lo disturba.
Su un masso abbiamo visto una salamandra nera e gialla.
- Non toccatela – ci ha raccomandato la guida – dalla sua pelle esce una sostanza irritante che brucia gli occhi!
Alessandro ci ha detto che, anche se non pare, ci sono tantissimi abitanti nel bosco, si sa che due aquile hanno nidificato e che vi scorazza una lince, hanno trovato dei peli su una corteccia.
Se poi sollevi qualunque sasso vedi tantissimi insetti.
Di alcuni animali ci ha fatto osservare le tracce. Abbiamo visto gli escrementi del capriolo: non emanano un cattivo odore e se li tocchi è come toccare erba secca. Sui tronchi c’erano anche graffiate di cervo. Abbiamo visto delle pigne rosicchiate, è l’indizio che ci sono scoiattoli, i quali mangiano il semino che c’è dentro ogni foglia.
Se pensate che per trovare il nord e orientarsi in montagna si possa guardare dove cresce il muschio, non siete sulla pista giusta, Alessandro ci ha fatto scoprire che in molti punti il muschio cresce attorno a tutto il tronco, perché il bosco è un ambiente molto umido. Per orientarsi in montagna serve la bussola o un orologio e la posizione del sole.
Fine della lezione. Abbiamo ripercorso il sentiero in discesa e siamo andati a giocare sulla riva del lago di Barcis.


A MARZO, NOI BAMBINI DELLE CLASSI PRIME SIAMO ANDATI A VISITARE LA FATTORIA DEL SIGNOR ROMANO. ABBIAMO VISTO LE MUCCHE CON I VITELLINI, IL CAVALLO E TANTI ALTRI ANIMALI COME IL GUFO REALE,
LA GRU CORONATA, I FAGIANI, LE ANATRE, I CIGNI, LE CICOGNE.
TI PIACE LEGGERE?
INDAGINE FRA GLI ALUNNI DI TERZA, QUARTA E QUINTA
Al questionario sul nostro rapporto con la lettura abbiamo risposto così:

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