
Scuola PRIMARIA "A. Manzoni"
Gli alunni
della Scuola
Elementare di Cimpello
Vi
invitano
alla
visione del CARTONE ANIMATO:

(presto in videocassetta
e DVD)

Anno
Scolastico 2004-05
Classi 1^- 2^-3^-4^-5^

ovvero il “ PERCORSO “ per la realizzazione del CARTONE ANIMATO
Noi bambini guardiamo parecchia TV e ci piacciono
soprattutto i cartoni animati, ma … non immaginavamo che la loro realizzazione
richiedesse tanto tempo e l’impegno di moltissime persone.
Così con l’aiuto della regista Leila Cavalli e
delle nostre insegnanti abbiamo provato a “costruirne” uno…

1)-
Per prima cosa abbiamo inventato gli “ingredienti”
della storia (
personaggi e ambienti) mediante una tecnica di scrittura creativa.
Poi, tramite
votazione, abbiamo scelto i nomi.

2)-
Partendo dai bambini di 1^, ogni classe ha inventato un pezzetto della storia
e ha passato il racconto agli alunni della classe successiva.
3)-
Ogni classe ha disegnato un personaggio
e, confrontando i nostri elaborati ,
sono state scelte le parti più caratteristiche per metterle insieme e
giungere al disegno finale del personaggio.

4)-
Tutti gli elementi del cartone animato sono
stati disegnati avanti, dietro, di profilo, in varie dimensioni, e poi colorati
(con i pennarelli, bordati di nero).

5)-
Occhi e
bocca vengono preparati a parte, con espressioni diverse ( stupore,
noia, paura, gioia,…). Sono pure predisposti gli elementi del paesaggio e
altri personaggi.


6)-
Leila ha posizionato la videocamera
su un cavalletto, a piombo, ad un metro e mezzo circa dal
pavimento. Per le riprese è stata utilizzata la “tecnica a passo 1” : cioè
la videocamera viene accesa e spenta, riprendendo per il minor tempo possibile
(1/4 di secondo).
7)-
Ognuno di noi ha provato sia a manovrare
la videocamera sia a spostare
i personaggi sui fondali. Ciò ha richiesto una giornata intera di lavoro.
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8) In
un momento successivo abbiamo provveduto anche
alla sonorizzazione,
con : dialoghi, musiche, rumori ed effetti speciali.

9)-
L’unica cosa di cui non ci siamo occupati è stata il montaggio:
esso richiede molto tempo (5 ore circa per minuto di cartone animato),
attrezzature particolari ed esperienza. Per questo ringraziamo Leila Cavalli che
ha svolto il lavoro per noi.
10)- Finalmente il nostro CARTONE ANIMATO potrà essere visto in TV!!!
PERSONAGGI E AMBIENTI
| Protagonista: SINA, la pantofola-barca | ![]() |
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Aiutanti
del protagonista: BANGO, l’elefante scarpa
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| l’automobile porcellino
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Antagonista: URCO, il coccodrillo-fantasma
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Aiutante
dell’antagonista: BISCI, il pipistrello-ancora
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Oggetto
magico:
la chiave farfalla
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| Luoghi:
MARINOPOLI, la
città sottomarina PUZZOLANDIA, una grande discarica |
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TRAMA DEL CARTONE ANIMATO

(INTRODUZIONE: parte
inventata dagli alunni di classe 1^ e 2^)
C’era
una volta, tanto tempo fa, una grande città sottomarina.
Le
strade erano di sabbia, costeggiate da alghe e da piante marine. C’era
moltissimo traffico, si vedevano macchine, autobus e motorini a forma di
sottomarini con eliche al posto delle ruote. Lungo i viali passeggiava un sacco
di gente; c’erano anche molte signore che portavano al guinzaglio: pesci
barboncino, pesci coker, pesci lupo e tanti altri pesciolini stravaganti. Le
case erano tutte colorate una diversa dall’altra ma senza finestre, perché lì
non servivano. I grattacieli erano altissimi e variopinti.
Appena
fuori dalla città c’era però un’enorme discarica a forma di piramide così
grande che la sua punta usciva dall’acqua, si chiamava Puzzolandia. Vi si
trovava di tutto: pesciolini morti, barche affondate, navi vecchie, barattoli
vuoti, ammuffiti e arrugginiti, vetri rotti, tanti vestiti smessi, scarpe rotte,
calzini bucati. Passando di lì si sentiva un odore disgustoso.
Ma
perché c’era questa discarica? E’ una lunga storia…
Molti
anni prima aveva preso il potere un sindaco cattivissimo: URCO, il fantasma
coccodrillo. Aveva la testa da coccodrillo e i denti aguzzi e affilati. Al posto
delle pinne aveva delle immense ali con gli artigli. Il suo tono di voce era
duro, aspro e minaccioso. Quando parlava sembrava un toro. Aveva obbligato tutti
gli abitanti a gettare i rifiuti per strada perché voleva inquinare tutto il
mare così sarebbero morti tutti i pesci e gli abitanti del mondo sottomarino.
Lui…tanto… era un fantasma e non poteva morire! In tanti avevano cercato di
ucciderlo ma riusciva a fuggire scomparendo improvvisamente. Voleva coprire
tutta la città con le immondizie.
Quando
era particolarmente arrabbiato volava sopra la città e con gli artigli
distruggeva le case e i grattacieli, con i denti aguzzi rovinava le piante
marine e gettava immondizie puzzolenti sulle strade, sui giardini, sui parchi
acquatici e addosso agli abitanti.
Un
giorno mentre SINA, la pantofola- barca, andava a lavorare si trovò sommersa
dalle immondizie: le sue eliche si ruppero, gli oblò si spaccarono in mille
pezzi, la vernice si rovinò irrimediabilmente e neanche il dottore- carrozziere
del mare avrebbe potuto rimetterla a nuovo. Così fu gettata nella discarica,
dove rimase prigioniera.
-
Basta! Non ne posso più! Sono stanca di questo fantasma coccodrillo! Lo voglio
distruggere! Troverò qualcuno che mi aiuti.
Mentre
BISCI il pipistrello- ancora, guardiano della discarica, faceva il suo solito
pisolino, passò di lì BANGO, l’elefante-scarpa, che era arrivato in città
con il circo.
(SVOLGIMENTO:
parte inventata dagli alunni di classe 3^)
BANGO
non si era trovato lì per caso ma con l’intenzione di cercare, tra i mille
oggetti abbandonati in quel posto maleodorante, qualche barattolo da portare
alle foche del circo per gli esercizi di equilibrio.
Parcheggiò
la sua fidata automobile-porcellino ed entrò nella discarica senza svegliare il
custode insonnolito.
Con
la sua lunga proboscide BANGO raccoglieva un barattolo qua, un barattolo là,
scegliendo quelli meno malconci.
Ad
un tratto la sua raccolta si interruppe…
-
Ahi, mi hai fatto male! Che cosa vuoi da me?
L’elefante-scarpa
teneva stretto stretto qualcosa… ma non era un barattolo!
Era
una pantofola molto particolare, dalla curiosa forma di barca.
-
Scusami, non era mia intenzione farti del male! Dimmi, chi sei? Perché ti trovi
su questo cumulo di rifiuti?
La
pantofola-barca, SINA era il suo nome, si presentò e raccontò con le lacrime
agli occhi la sua triste storia.
-
E’ tutta colpa di URCO, lo spregevole e puzzolente sindaco di Marinopoli!”
A
sentir nominare quel nome spaventoso, BANGO diventò rosso per la rabbia. Già
proprio così! Qualche giorno prima l’elefante-scarpa aveva fatto conoscenza
con il coccodrillo-fantasma che aveva assistito ad uno spettacolo proprio nel
suo circo, in una città vicina.
L’incontro,
più che altro, era stato uno scontro: BANGO stava eseguendo un complicato
esercizio acrobatico con un secchio pieno d’acqua che, sfortunatamente, finì
addosso a URCO.
Lui
si arrabbiò così tanto che iniziò a squarciare il tendone del circo con i
dentoni acuminati.
Non
soddisfatto della vendetta, lasciò qualche “profumato regalino” proveniente
dalla discarica. Insomma un gran disastro!
SINA
si era accorta immediatamente che quel nome aveva provocato una reazione in
BANGO, che si presentò e raccontò la sua sfortunata vicenda.
-
Ti prego, aiutami, non lasciarmi marcire qui! Disse SINA.
L’elefante
scarpa non si fece pregare due volte, anche perché provava una gran simpatia
per la pantofola-barca.
-
Sì, ti porto via, al circo che abbiamo ripulito e ricucito alla meglio! Lì
pesce martello si prenderà cura di te!”
Mentre
i due nuovi amici si stavano allontanando da Puzzolandia, BISCI si risvegliò
improvvisamente e tentò di fermarli… Ma non ci riuscì perché era legato
alla pesante ancora!
Però
il pipistrello non perse tempo e mise in guardia URCO per ciò che era accaduto
alla discarica, perché aveva la sensazione che di quei due proprio non ci si
potesse fidare.
Intanto
SINA, con l’aiuto degli animali del circo, era tornata al suo antico
splendore: era solamente un po’ più lenta perché le era stata messa
un’elica più piccola.
L’elefante-scarpa
e la pantofola-barca, ogni giorno che passava, erano sempre più uniti e decisi
a farla pagare a quel farabutto di URCO!
-
Dobbiamo preparare un piano d’attacco e agire d’astuzia perché il sindaco e
il suo scagnozzo sono due furfanti pericolosi!”.
La
fedele automobile-porcellino li
lasciò parlare poi…
-
Non potete farcela da soli, avete bisogno di un aiuto speciale! Io ho quello che
fa per voi! Fidatevi!
Dal
suo bagagliaio fece uscire una mappa che indicava la strada per arrivare ad un
conchiglione lontano dalla città.
-
Bè, che cosa c’è di speciale in un conchiglione con la sua grossa perla?
Disse BANGO.
L’automobile-porcellino,
un po’ risentita per la mancanza di fiducia dimostrata, affermò che tra le
valve del mollusco c’era una chiave farfalla dagli incredibili poteri magici.
-
Va bene ci hai convinti, si parte tutti insieme! Portiamo con noi anche pesce
martello perché potrebbe esserci utile!
Durante
il tragitto il gruppo di amici ebbe l’impressione d’essere seguito da una
presenza invisibile…
Dopo
poco, finalmente, comparve su una collinetta sabbiosa, tra una foresta
d’alghe, il famoso conchiglione, sigillato con catene come un antico forziere!
Non
avevano però previsto di trovare anche il custode del conchiglione, un
terribile pescespada e, sorpresa, il sindaco URCO.
SINA
e BANGO si guardarono vicendevolmente e poi urlarono insieme:
- All’attaccoooo!!!
La
pantofola-barca afferrò il pesce martello e cominciò a colpire le resistenti
catene mentre l’automobile-porcellino era intenzionata a sfidare il pesce
spada.
-
Dai coraggio, vediamo chi è più veloce! Acchiappami se ci riesci! Scrunf
scrunf!
Il
pesce con la sua terribile arma guizzò velocemente all’inseguimento
dell’auto-porcellino che era agile, veloce e praticamente imprendibile.
La
pazza corsa continuò tra coralli, meduse e cavallucci marini finchè, dopo
un’improvvisa sterzata dell’auto-porcellino, il pesce spada si schiantò
contro uno scoglio e cadde svenuto.
-
Eee vai… fuori uno!!!
Vicino
al conchiglione, mentre SINA continuava il suo lavoro, si scatenava la lotta tra
BANGO e URCO. L’elefante-scarpa era disorientato perché il perfido
coccodrillo-fantasma spariva e riappariva all’improvviso per prenderlo alle
spalle.
Ad
un tratto gli balenò un’idea: riempì la sua proboscide di sabbia e, quando
URCO fu visibile, gliela sparò con gran forza addosso!
I
granelli di sabbia gli si erano appiccicati sulla superficie del corpo come
colla e quindi, anche se scompariva, si vedeva in ogni modo un mucchio di sabbia
ambulante.
Così
BANGO sferrò l’attacco decisivo: con una gran pedata lo fece volare oltre la
barriera corallina!
-
Eeee vai…fuori due!!!
Nello
stesso momento SINA era riuscita a forzare il conchiglione da cui uscì una
luccicante chiave-farfalla.
Ma
il pericolo non era ancora passato perché era riuscito a trascinarsi fin lì il
maligno pipistrello complice di URCO …
(CONCLUSIONE: parte
inventata dagli alunni di classe 4^ e 5^)
Il
pipistrello comincia a minacciare SINA e BANGO per avere la chiave, ma i due
amici gli rispondono con coraggio:
-
Te la sogni!
-
Vieni a prendertela, non te la daremo mai!
Avanti,
dai !!!
BISCI
allora li attacca facendo roteare l’ancora sopra la testa come se fosse un
lazo e aggancia la pantofola- barca e l’elefante- scarpa che si ritrovano
immobilizzati. Non riescono proprio a liberarsi.
Fortunatamente
interviene l’automobile porcellino che con una poderosa sgommata getta sabbia
negli occhi del pipistrello, che così allenta la presa. SINA e BANGO si possono
liberare.
Furibondo,
con gli occhi fuori dalle orbite, con il fumo che gli esce dalle orecchie e
digrignando i denti BISCI sta per esplodere dalla rabbia. Li assale nuovamente,
con maggior impeto: gli si avventa contro cercando di avvinghiarli. Ma
l’automobile porcellino, creando un vortice, lo avvolge sulla sua catena e lo
trasforma in un salsicciotto, annodandolo tutto.
BISCI,
così immobilizzato e senza via d’uscita, comincia a maledire l’ancora che
lo ha sempre tenuto prigioniero e URCO che lo ha sempre costretto a vivere in
quel luogo puzzolente. Non aveva mai provato la gioia di librarsi leggero nella
notte e di sentire il profumo dei fiori marini, sempre così ancorato
all’entrata di Puzzolandia.
SINA
e BANGO gli fanno capire che quel malvagio di URCO aveva sempre approfittato di
lui e gli chiedono di unirsi a loro per risolvere il problema della discarica.
Così BISCI viene liberato dalla pesante ancora.
Gli
amici, finalmente tranquilli, si soffermano a guardare la chiave che si libra
sospesa a mezz’aria nel conchiglione aperto. E’ una piccola chiave a forma
di farfalla, intarsiata tutta di madreperla iridescente, con l’impugnatura di
diamanti e pietre preziose.
Osservadola
più attentamente scoprono che sulle ali sono scritte alcune parole: è una
formula magica!
Tutti
insieme pronunciano le magiche parole:
-
PRUS PRUS PRUS
LA MALVAGITUS
PRUS PRUS PRUS SCOMPARUS
ELIMINUS MALVAGITUS
SPORCIZIA SPARUS
La
chiave comincia a librarsi e a volare in direzione della discarica, seguita
dall’automobile –porcellino con tutti gli amici a bordo.
Procedono
decisi tra foreste di alghe, fiori e animali marini (versi e suoni).
Arrivano
ai piedi dell’enorme cumulo di rifiuti: la chiave si dirige spedita verso la
vetta, indicando qualcosa.
Gli
amici non sanno come fare per raggiungerla ma il pipistrello ha un’idea:
-
Saliamo uno sopra l’altro e formiamo una torre, sicuramente riusciremo a
raggiungere la cima!
Così
fanno e BISCI, che è l’ultimo, scorge tra i rifiuti un vecchio carillon a
molla: inserisce la chiave nella toppa e la gira tante volte per caricarlo. Il
carillon si apre e cominciano ad uscire tante note che si trasformano in
altrettante ISTRUZIONI PER RICICLARE i rifiuti e riutilizzarli in modo da creare
tanti oggetti utili.
Così
tutti gli abitanti della città si rimboccano le maniche e si mettono al lavoro.
Con i rifiuti di Puzzolandia ricostruiscono il circo e tutto intorno fanno
sorgere un enorme parco-giochi con giostre, scivoli e altalene. In mezzo al
parco, usando i vecchi barattoli di latta ripuliti, danno forma ad un colossale
monumento in onore degli eroi che hanno salvato la città che è finalmente
tornata ad essere un luogo pulito e bello in cui vivere!
- FINE -
LA STORIA DIVISA IN SEQUENZE

C’era una volta Marinopoli: una grande
città sottomarina, molto trafficata e sporca. I suoi strani e colorati abitanti
avevano un problema . . . Puzzolandia, una gigantesca discarica di proprietà
del sindaco.
- Sono il sindaco Urco !!! Il coccodrillo fantasma più temuto !!! Guai a chi pulisce !!! A chi pulisce distruggo la casa!!!

Un giorno passò di lì Sina, la
pantofola-barca, ma si trovò sommersa di rifiuti e si rovinò
irrimediabilmente. Così fu gettata nella discarica dove rimase prigioniera.
– Accidenti
al sindaco Urco, lo voglio distruggere!!! Troverò
qualcuno che mi aiuti!

Finalmente, mentre Bisci, il guardiano della discarica, faceva il suo solito pisolino, passò di lì Bango, l’elefante scarpa, grande attrazione del circo. Anche lui in passato aveva subito le angherie del sindaco Urco, così fu felice di allearsi con Sina per sconfiggerlo.

-
Non potete farcela da soli: avete bisogno
di un aiuto speciale! Disse l’auto porcellino e li condusse fino ad un
gigantesco conchiglione, lontano dalla città, le cui valve custodivano una
chiave farfalla dagli incredibili poteri

Giunti
sul posto i tre amici si trovarono di fronte il custode del conchiglione e,
sorpresa, il sindaco Urco che li aveva seguiti fin lì.
-
All’attaccooooo !!!
Iniziò così una lotta senza esclusione di colpi, finchè, con una gran pedata, il coccodrillo fantasma venne fatto volare oltre la barriera corallina!

Ma il problema non era ancora passato, perché era riuscito a trascinarsi fin lì
il maligno pipistrello, complice di Urco… ma Sina e Bango gli chiesero di
unirsi a loro per risolvere il problema della discarica. Così Bisci venne
liberato dalla pesante ancora.
Intanto
la conchiglia si aprì e ne uscì una piccola chiave a forma di farfalla.
-
Wooow !!! C’è una formula magica sopra la chiave!

La chiave cominciò a librarsi e a volare in direzione della discarica, seguita dall’automobile porcellino con tutti gli amici a bordo. Qui si inserì nella toppa di un vecchio libro-carillon a molla dal quale cominciano ad uscire tante note che si trasformano in altrettante ISTRUZIONI PER RICICLARE i rifiuti.

Così
tutti gli abitanti si rimboccarono le maniche e si misero al lavoro per far
tornare la loro città un luogo pulito e bello in cui vivere!
FINE
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